Articolo di Davide Rostellato

Amore: è il sentimento di cui si è parlato di più, che l’umanità non riesce a frenarsi dal raccontare ancora e di nuovo ancora. Un sentimento che è universale, ma anche profondamente personale, che più di tutti si collega ad altre sfaccettature, come divertimento, ironia, ma anche dolore: una scala di grigi che ognuno di noi affronta. Non c’è nulla di univoco nell’amore, come ci mostra un AirBnb di Vilnius in Lituania: amore fraterno, amore eterno e il suo soffocamento; amore per la famiglia; amore finito che distrugge, ma forse perché sei già distrutto dentro; amore che nasce e amore che ha perso ogni speranza di futuro.
Ci sono anche le controparti di questo sentimento: odio, rancore, violenza, che fanno da sottotesto a tutto ciò che viene messo in scena, che viene inglobato da quel piccolo appartamento dalle pareti viola. E il narratore è proprio lui, l’appartamento numero 5 di una palazzina un po’ diroccata di fronte alla cattedrale di Vilnius, un vero e proprio personaggio che scruta e giudica i vari inquilini che si susseguono al suo interno. Questo è l’unico punto di accesso per noi spettatori che, come l’appartamento, rimaniamo bloccati in frammenti di vita che mai avranno un seguito. E come lui siamo scossi da ciò, tormentati e terremotati, fino a esplodere e autodistruggerci: il numero 5 è un appartamento che non sarà mai casa, non avrà mai una stabilità, continuerà a essere osservatore passivo e silente di un dolore profondo che arriva fino alle fondamenta, finché non le spezzerà. Ma che con ciò aprirà le sue porte a un futuro in cui la parola “casa” corrisponderà il suo significato.


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