lo sguardo dell'altro, alessio boni

Lo sguardo di CESVI in Uganda. Un docu-film sul campo profughi di Palabek

Articolo di Chiara Fusar Bassini

lo sguardo dell'altro, alessio boni

Giovedì 5 giugno abbiamo partecipato alla proiezione del docu-film Lo sguardo dell’altro. Palabek, Uganda di e con Alessio Boni presso il Cinema Ariosto. È poi intervenuto l’attore Alessio Boni per raccontare la missione dell’organizzazione umanitaria CESVI insieme alla sua presidente, Gloria Zavatta, e al vice direttore generale, Roberto Vignola. Il dialogo, moderato dalla giornalista de Il Fatto Quotidiano Elena Rosselli, ha messo in luce la finalità del film, realizzato con la ONG con il fine di promuovere la propria attività, anche in vista dell’apertura di una nuova Casa del Sorriso a Milano, un luogo dove bambini e adolescenti in difficoltà riceveranno accoglienza, cibo e istruzione.

Nata quarant’anni fa a Bergamo con l’obiettivo di aiutare le comunità in condizioni di estrema povertà a costruire la propria autonomia, CESVI opera in 23 paesi secondo le tre parole chiave che ne costruiscono il nome: Cooperazione, Emergenza e Sviluppo. L’obiettivo è di intervenire in casi di emergenza con tempestività, mettendo a disposizione beni che siano in grado di supplire ai bisogni delle persone e favorendo la costruzione di comunità sostenibili e autosufficienti.

Il documentario mostra infatti l’attività dell’organizzazione nel campo di Palabek, in Uganda, il quale accoglie circa 65.000 persone. Alessio Boni, ambasciatore CESVI, si è recato sul luogo per documentare il funzionamento del sistema di aiuti che l’organizzazione fornisce ai rifugiati. Proprio l’Uganda è il paese africano che accoglie il più grande numero di profughi, per la maggior parte provenienti dal Sud Sudan per motivi legati al conflitto civile scoppiato nel 2013 e alla crisi climatica, a causa dei quali violenza e fame imperversano.

Il compito di CESVI è quindi quello di assistere le fasce più deboli della società, in particolare fornendo sostegno alimentare a donne in gravidanza e a bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione. Come è mostrato nel documentario, all’arrivo nel campo, a ogni famiglia viene consegnato un kit di emergenza con cibo, acqua e coperte, e viene assegnato un terreno donato dagli abitanti della comunità limitrofa. Su di esso, ciascuno costruirà la propria casa e chi non ha mai lavorato la terra avrà la possibilità di apprendere, tramite corsi tenuti da alcuni agronomi, come impiantare una coltura e provvedere al proprio sostentamento.

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L’obiettivo principale è proprio quello di dotare le persone degli strumenti necessari per diventare autosufficienti. Anche grazie ai pannelli solari e alle pompe idriche fornite dalle varie organizzazioni che intervengono a Palabek, si cerca di garantire una forma di agricoltura sostenibile che consenta alle famiglie di conquistare la propria autonomia. Non a caso CESVI è la prima associazione non profit premiata con l’oscar di bilancio, che ha ottenuto ben tre volte.

A causa del calo dei finanziamenti da parte delle istituzioni internazionali, la ONG sta cercando un maggior sostegno da parte delle imprese che hanno interesse nell’aiutare e sostenere progettualità diffuse e capillari a sostegno delle fasce in difficoltà tramite programmi aziendali ESG e CSR. Ad esempio, in Uganda influirà significativamente la decurtazione dei fondi da parte di USAID, la storica Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale fondata da Kennedy nel 1961. Secondo il vice direttore Roberto Vignola, ciò significa nella pratica che ora CESVI riuscirà ad aiutare solo una famiglia sulle tre che prima era in grado di sostenere, perché mancheranno i medici. D’altra parte, la mancanza di finanziamenti sui progetti per la prevenzione medica di AIDS e tubercolosi influirà direttamente anche in altre zone sulla salute e sulla qualità di vita della popolazione.

Nel film si tenta di restituire una visione di comunità che va oltre i limiti geografici e della quale i membri si sostengono reciprocamente nel tentativo di garantire a ciascuno l’essenziale per vivere, e non solo sopravvivere. Come ha raccontato Alessio Boni, per lui è stato importante slegarsi dal narcisismo che caratterizza la società in cui siamo immersi soprattutto in Occidente e abbracciare lo sguardo dell’altro.

Palabek è il simbolo di un’umanità che resiste. Andare al cinema a vedere questo film è un modo potente per sostenere la causa e manifestare il proprio appoggio all’instancabile attività di CESVI.

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