Articolo di Davide Rostellato

Messico e Stati Uniti sono due Paesi inevitabilmente connessi tra loro, quel confine geografico che li unisce e separa è fulcro di sogni – l’American dream, il miglioramento sociale e status, un’esistenza dignitosa. Ma una volta passato il confine non si è eguali, giungono i primi contrasti che non faranno altro che crescere e crescere di giorno in giorno: pelle, legale-illegale, ricco-povero per citarne solo alcuni. Quello che sembrava prospettarsi come un sogno diventa un abuso. È proprio questo il contesto in cui si cala Dreams di Michel Franco: Fernando (Isaac Hernández) è un ragazzo messicano, un ballerino, che ha intrecciato una relazione amorosa con Jennifer (Jessica Chastain), donna bianca filantropa dell’alta borghesia statunitense. Il ragazzo arriva negli Stati Uniti dalla zona di confine di San Antonio, chiuso in un camion, affrontando difficoltà inimmaginabili per raggiungere la casa di lei. Fernando è pronto ad affrontare tutto pur di stare con l’amata, ma sarà vero anche dall’altra parte?
Dreams è un film che in apparenza sembra parlarci di sogni: il sogno di stare insieme alla persona amata, entrare nella compagnia di ballo di San Francisco, elevarsi. Eppure, il vero fulcro del film è il potere. Michel Franco crea un crescendo nelle dinamiche di potere tra i due protagonisti: i primi segnali li troviamo nella lingua, nell’apparenza fisica e nell’appartenenza di classe – Fernando è messicano, ha usato i soldi lasciati da Jennifer per raggiungere gli Stati Uniti stipato nel retro di un camion con il rischio di morire; Jennifer, invece, è americana e viaggia da una parte all’altra del confine a piacimento sul suo jet privato. I contrasti si inaspriscono raggiungendo il punto di rottura con la deportazione, la cui colpa verrà poi rivelata da Jennifer portando Fernando a incarcerarla in casa. Qui si gioca un cambiamento che conduce Fernando da essere vittima a carnefice. Ma può un ragazzo messicano mettersi contro e vincere una battaglia contro il potere bianco? Ovviamente no.
Il sentimento non sarà mai abbastanza, mai riuscirà a ergersi cavaliere e proteggere il nucleo degli innamorati, troppe variabili si inseriscono nella loro storia d’amore. Essere vulnerabili, ammettere le proprie colpe non fa altro che oscillare l’asse del potere, mostrando come unico motivo di risoluzione la violenza. Dominio e sopraffazione sono intrecciati nella storia del mondo intero, ora i riflettori di Franco illuminano l’area USA-Messico impersonata da Jennifer e Fernando: non importa in realtà chi siano, sono solo vettori di una concezione più grande di loro a cui Franco non trova via di uscita – di tutta questa storia sopravvive solo la violenza.


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