la cronologia dell'acqua

LA CRONOLOGIA DELL’ACQUA

Articolo di Davide Rostellato

la cronologia dell'acqua

Che cos’è una vita? Una domanda forse a cui apparentemente sembra facile rispondere: un’esistenza. Eppure, la facilità non è di casa e in molti hanno tentato di definirla e racchiuderla a parole – o rinchiuderla: guardiamo alle innumerevoli biografie che affollano le librerie o i biopic che ogni anno vengono distribuiti nelle sale. La cronologia dell’acqua è forse solo l’ultima di una serie infinita di creazioni che cercano di rispondere al quesito; tuttavia, da esso emerge una risposta epilettica e frammentaria.

Kristen Stewart, alla sua prima prova di regia con il lungometraggio, ci immerge nella storia di Lidia Yuknavitch, promessa del nuoto prima e scrittrice poi, mettendo a immagine il memoir omonimo edito in Italia da Nottetempo. Una vita segnata dalla violenza e dalla dipendenza, dalla ricerca della sopravvivenza e dell’autodeterminazione attraverso il corpo, il desiderio e la scrittura.

La risposta data da Stewart e Yuknavitch alla domanda che ci siamo posti inizialmente sembra essere che la vita non è altro che una storia. I ricordi sono storie e, proprio perché ricordi, non possiamo che viverli in maniera frammentaria. Solo successivamente in essi potremo leggere ripetizioni e pattern come intercalari dell’esistenza. Che essi siano dovuti alla genetica o alla difficoltà di uscire da un circolo vizioso che mantiene sommersi quasi a far annegare, i ricordi non sono altro che acqua che ne scandisce ogni frammento.

la cronologia dell'acqua

L’acqua è cronologia nel senso di ricordo: l’acqua non dimentica e costantemente accompagna Lidia, una figura eterea che tiene la vita tra le sue mani. L’acqua immerge la violenza, è essa stessa violenza nel suo impatto, mischiandosi a quel vermiglio del sangue – altra costante di questa vita. Nella sua immersione l’acqua è possibilità di respirare, così come la scrittura.

Le parole accompagnano l’intera narrazione costruita da Stewart come fossero una poesia continua, frammenti di versi che si rincorrono l’un l’altro per creare una vita. “Did this really happen to me?” si chiede Lidia: ciò che ha messo a parole è davvero la sua esistenza? Queste schegge hanno davvero costruito la sua vita? “I don’t know” risponde. Come se troppo difficile fosse guardare con i propri occhi qualche cosa che con la scrittura ha esternato. Eppure, le parole non sono altro che esorcizzazione della violenza, un’allegoria della violenza.

Violenza, sangue, acqua e frammenti sono le parole chiave dell’esistenza di Lidia Yuknavitch che, come in un vortice, continuano a scontrarsi l’una con l’altra. Ne emerge uno tsunami, un viaggio epilettico che senza risolversi sovrasta lo schermo con La cronologia dell’acqua, al cinema dall’11 giugno.

la cronologia dell'acqua

Non perdetevi l’anteprima il 10 giugno alle 20:30: Kristen Stewart sarà in collegamento per un’intervista esclusiva con Mattia Carzaniga all’Anteo Palazzo del Cinema. Non preoccupatevi se non trovate posto, l’intervista sarà proiettata in contemporanea anche al Cinema Arcobaleno, Cinema Mexico e UCI Bicocca. Cliccate qui per biglietti.

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